Una storia

C’era un tempo, un tempo lontano, un piccolo giardino circondato da una vecchia staccionata di legno consumata dal tempo, su cui crescevano i lunghi rami di una pianta rampincante che con i suoi lunghi bracci sembrava avvolgere ogni cosa con un filo verde. Dentro il giardino crescevano piccoli cespugli dalle diverse sfumature di verde, sui cui in primavera sbocciavano tanti piccoli fiori colorati, gialli, rosa, bianchi, rossi… in un angolo del piccolo giardino era cresciuto un frassino, nessuno ricordava più quando fosse nato; era grande, maestoso, forte, con le sue foglie faceva ombra nelle calde giornate d’estate quando il sole picchiava forte.

Nel giardino vivevano tanti piccoli insetti e animali: le forti formiche, le laboriose api, le variopinte farfalle, le oziose lucertole i notturni ricci, le lente lumache e sui rami del grande frassino trovavano riparo uccelli di ogni specie, alcuni solo per qualche giorno, per riposare dalle fatiche dei viaggi, altri invece vivevano lì tutto l’anno.

Tutto si svolgeva tranquillo secondo un ritmo antico, i giorni si alternavano e le stagioni passavano ed ogni abitante del giardino viveva la sua vita serenamente.

Durante un’estate il sole sembrava sempre più caldo, l’acqua non accennava a scendere dal cielo quasi avesse deciso di cambiare posto. I giorni passavano e la terra iniziava a spaccarsi lasciando profondi tagli nel terreno, i fiori appassivano velocemente non trovando la forza di resistere, l’erba aveva perso il suo verde brillante lasciando il posto ad un giallo ambrato. Gli abitanti del giardino si facevano sempre più silenziosi, solo la famigliola delle cicale non smetteva di cantare, come se volesse riempire quel silenzio e dare speranza.

Solo il grande frassino sembrava resistere al caldo. Dopo l’ennesima giornata rovente tutti gli insetti, tutti gli animali e tutti gli uccelli decisero di riunirsi all’ombra del grande albero, vi era silenzio e preoccupazione, tutto si stava seccando e presto non vi sarebbe rimasto nulla. Allora il vecchio frassino decise di aiutarli: le sue radici erano profonde nel terreno, arrivavano là dove si era nascosta l’acqua, la sua corteccia spessa e forte, le sue foglie ancorate saldamente ai rami. Alla sua base vi era una parte cava, come una grande caverna. Lì avrebbero potuto conservare i semi di tutto ciò che cresceva nel giardino, i piccoli germogli sarebbero stati al sicuro, e per ognuno di loro sarebbe stato un riparo fresco dal caldo. Così tutti gli abitanti del giardino durante la notte lavorarono incessantemente per raccogliere ogni seme e ogni germoglio per portarlo nell’albero, allo stesso modo ognuno raccolse ciò che aveva e tutti andarono a vivere dentro il vecchio frassino.

Come ogni anno finalmente il tempo si ricordò che era giunto il momento di lasciare il posto al fresco autunno e alle sue piogge e poi al freddo inverno che tutto copre.

Ma nell’albero tutto era al sicuro.

Così all’arrivo della primavera ogni seme e ogni germoglio gelosamente custoditi vennero piantati ed ogni insetto, animale, uccello ricostruì la propria casa. In breve tempo tutto il piccolo giardino tornò a colorarsi del verde delle foglie e dell’erba, dei colori dei fiori e le voci dei suoi abitanti tornarono a cantare.

La vita del giardino era tornata, custodita e vegliata dal grande frassino.

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